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giovedì 9 maggio 2019

“Insonnia d’amore”, un film sentimentale che riesce a non essere sdolcinato




Per principio detesto i film d’amore: li trovo mielosi, leziosi, noiosi: soprattutto si basano su una cosa che solo a pochi è dato conoscere nella vita: il vero amore. Certo, può capitare di incontrare la persona giusta e vivere una fiaba; tuttavia la maggior parte delle volte si incontrano solo delusioni e storie tutt’altro che da sogno.
Devo ammettere, però, che a volte, non sempre, molto raramente, vengono girati dei film che riescono a creare una atmosfera particolare intorno a ciò che raccontano. È questo il caso di “Insonnia d’amore” (Sleepless in Seattle), il film diretto da Nora Ephron nel 1993, con Tom Hanks e Meg Ryan.
La trama credo la conoscano un po’ tutti: un giovane vedovo, Sam, che vive con suo figlio Jonah, interviene, su insistenza del bambino, ad una trasmissione radiofonica, parlando in diretta di ciò che sente da quando sua moglie non c’è più e di quello che lei significava per lui. Le sue parole commuovono e fanno fantasticare tutte le donne in ascolto: una in particolare, Annie, decide di lasciare l’uomo con cui sta per sposarsi per incontrare Sam sulla terrazza dell’Empire State Building di New York. Nonostante il destino sembri porre molti ostacoli sulla loro strada i due, fortunatamente, si ritrovano: succede nella scena finale del film, sulla terrazza del famoso grattacielo, che era stato al centro di un’altra narrazione romantica, “Un amore splendido” (An affair to remember), film che ebbe due versioni, nel 1957 e nel 1994.
Il tono e i tempi del film sono tipici della cinematografia che ha caratterizzato gli anni 90: tutto si concentra sugli sguardi dei protagonisti, sui lunghi silenzi, su inquadrature suggestive: tutte cose che oggi sono pressoché inutilizzate.
La narrazione, nel caso specifico, viene scandita da dialoghi che rivelano profondamente i sentimenti degli interpreti e dal filo conduttore di un film del passato, “Un amore splendido” appunto, che si rivela essere la nota risolutiva della vicenda.
Ho visto “Insonnia d’amore” per intero, la prima volta e giurai a me stesso di non rivederlo più: nonostante questo, ogni volta che viene trasmesso, non riesco a resistere alla tentazione di vedere almeno due delle parti più importanti che lo contraddistinguono: la lunga e struggente telefonata di Sam in diretta radiofonica e l’incontro di Annie e Sam sulla terrazza dell’Empire State Building. Tom Hanks e Meg Ryan riescono a creare l’alchimia giusta per lo spettatore: stessa alchimia che fu riproposta qualche anno dopo, nel 1998, per “C’è posta per te” (You’ve got mail), diretto sempre dalla Ephron con gli stessi due attori protagonisti.
Continuo ad avere la stessa opinione sui film sentimentali, davvero, ma mi concedo di guardare “Insonnia d’amore” senza eccessivi pentimenti, perché, fortunatamente, è un film davvero ben fatto e di classe.


La telefonata di Sam


https://www.youtube.com/watch?v=KTfNOkmU2OY



2 commenti:

  1. Film già visto e rivisto, bellissima trama e storia verosimile. A mio modesto parere molto più rispondente alla realtà di "C'è poste per te" in quanto purtroppo, dopo tragedie simili come quelle narrate in questo film, e menomale allo stesso tempo direi, c'è sempre la possibilità di ricominciare a vivere.

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    1. In effetti “C’è posta per te” era nato, palesemente, come un tentativo di ripetere il successo di “Insonnia d’amore”: stessa regista, Nora Ephron, e stessi interpreti, Tom Hanks e Meg Ryan. Non sono riusciti nel loro intento perché vi sono sfumature irripetibili in una storia. Nel caso specifico, come hai detto tu, mancava lo sfondo della vicenda umana e personale di Sam, quell’aura di tristezza e nostalgia che si respirava in tutto il film. Grazie.

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