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sabato 11 maggio 2019

“Arsenico e vecchi confetti”: apparentemente è solo un thriller


Programmazione notturna per un film che, per questo motivo, aveva la possibilità di essere visto solo da quei pochi nottambuli che potevano scegliere di prediligerlo, rispetto ad altri. E con questa pellicola, “Arsenico e vecchi confetti” (“Married Life”) è successo proprio questo: l’ho visto per caso e devo ammettere che l’ho trovato gradevole, sebbene chi lo ha visto con me ha avuto parole molto più lusinghiere.
Anni 40, Stati Uniti d’America. In principio una voce narrante, che poi è quella di uno dei protagonisti, ci presenta Harry Hallen, un uomo di mezza età sposato da anni, il cui matrimonio risulta saldo, in apparenza. La realtà, in effetti, è ben diversa poiché Harry ha una giovane amante e vorrebbe lasciare sua moglie per sposarla.
Harry confida tutto a Richard, il suo più caro amico, ossia colui che racconta e commenta la storia, e gli chiede il suo consiglio. Harry conosce allora Kay, il giovanissimo amore di Harry, e se ne innamora.
Harry, dopo averci pensato a lungo, decide di uccidere sua moglie, per non farla soffrire con un abbandono e un divorzio: per fare questo vuole servirsi di un veleno che mescolerà al digestivo che la moglie prende la sera.
Intanto Richard scopre che anche Pat, la moglie di Harry, ha una relazione con John O’Brien, un amico di famiglia; tuttavia egli cerca di dissuadere Pat dal lasciare il marito per John, poiché un loro divorzio ostacolerebbe la realizzazione del suo amore per Kay, che egli sta già corteggiando assiduamente.
Harry ha già approntato il suo piano omicida sostituendo con del veleno la pozione digestiva della moglie e si reca da Kay per comunicarle che presto potranno sposarsi; Kay, però, ha già deciso di lasciarlo perché, nel frattempo, si è innamorata di Richard: vedendoli insieme, il suo amico e la sua amante, Harry comprende che ha sbagliato tutto e corre a casa dalla moglie per impedirle di bere il veleno.
Una volta a casa Harry sostituisce la bottiglietta contenente la polvere mortale con quella del normale digestivo e si assicura, così, che la moglie sopravviva. Mentre è alla finestra, per un caso fortuito, Harry riesce a vedere John, l’amante di sua moglie, che si dilegua e capisce, con dolore, cosa deve fare: deve tacere e fare finta che nulla sia accaduto.
In ultimo vediamo una riunione fra amici: Richard ha sposato Kay, John ha sposato anche lui una ragazza ed è felice, e il matrimonio fra Harry e Pat sembra essere il migliore che possa esservi: agli occhi del mondo non si è mossa una foglia e tutto rientra nella normalità.
Il film è senza dubbio un thriller, tanto è vero che la trama fu già usata in uno degli episodi della serie di gialli televisivi di Alfred Hitchcock, ma non è solo un thriller.
Alla base di questa storia c’è un libro del 1953, “Five Roundabouts to Heaven”, di John Bingham: un romanzo ben scritto e ben studiato, con degli approfondimenti psicologici davvero ammirevoli. Il tono narrativo della pellicola, a dire il vero, è quello elegante, tipico della commedia, curato nei dettagli, quali i costumi, la scenografia e la fotografia.
La regia e gli attori sono impeccabili: Pierce Brosnan ricorda molto da vicino il personaggio di Walter Neff, impersonato da Fred MacMurray in “Double Indemnity”; gli altri interpreti sono Chris Cooper, Patricia Clarkson, Rachel McAdams e David Wenham, e tutti ricalcano fedelmente gli stilemi della recitazione anni 40, con misura e immedesimazione.


Qui trovate il link al film completo





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