Per principio detesto i film d’amore: li trovo mielosi,
leziosi, noiosi: soprattutto si basano su una cosa che solo a pochi è dato
conoscere nella vita: il vero amore. Certo, può capitare di incontrare la
persona giusta e vivere una fiaba; tuttavia la maggior parte delle volte si
incontrano solo delusioni e storie tutt’altro che da sogno.
Devo ammettere, però, che a volte, non sempre, molto
raramente, vengono girati dei film che riescono a creare una atmosfera
particolare intorno a ciò che raccontano. È questo il caso di “Insonnia d’amore”
(Sleepless in Seattle), il film diretto da Nora Ephron nel 1993, con Tom
Hanks e Meg Ryan.
La trama credo la conoscano un po’ tutti: un giovane vedovo,
Sam, che vive con suo figlio Jonah, interviene, su insistenza del bambino, ad
una trasmissione radiofonica, parlando in diretta di ciò che sente da quando
sua moglie non c’è più e di quello che lei significava per lui. Le sue parole
commuovono e fanno fantasticare tutte le donne in ascolto: una in particolare,
Annie, decide di lasciare l’uomo con cui sta per sposarsi per incontrare Sam
sulla terrazza dell’Empire State Building di New York. Nonostante il destino
sembri porre molti ostacoli sulla loro strada i due, fortunatamente, si
ritrovano: succede nella scena finale del film, sulla terrazza del famoso
grattacielo, che era stato al centro di un’altra narrazione romantica, “Un
amore splendido” (An affair to remember), film che ebbe due versioni, nel 1957
e nel 1994.
Il tono e i tempi del film sono tipici della cinematografia
che ha caratterizzato gli anni 90: tutto si concentra sugli sguardi dei
protagonisti, sui lunghi silenzi, su inquadrature suggestive: tutte cose che
oggi sono pressoché inutilizzate.
La narrazione, nel caso specifico, viene scandita da
dialoghi che rivelano profondamente i sentimenti degli interpreti e dal filo
conduttore di un film del passato, “Un amore splendido” appunto, che si rivela
essere la nota risolutiva della vicenda.
Ho visto “Insonnia d’amore” per intero, la prima volta e
giurai a me stesso di non rivederlo più: nonostante questo, ogni volta che
viene trasmesso, non riesco a resistere alla tentazione di vedere almeno due
delle parti più importanti che lo contraddistinguono: la lunga e struggente
telefonata di Sam in diretta radiofonica e l’incontro di Annie e Sam sulla
terrazza dell’Empire State Building. Tom Hanks e Meg Ryan riescono a creare l’alchimia
giusta per lo spettatore: stessa alchimia che fu riproposta qualche anno dopo,
nel 1998, per “C’è posta per te” (You’ve got mail), diretto sempre dalla Ephron
con gli stessi due attori protagonisti.
Continuo ad avere la stessa opinione sui film sentimentali,
davvero, ma mi concedo di guardare “Insonnia d’amore” senza eccessivi
pentimenti, perché, fortunatamente, è un film davvero ben fatto e di classe.
La telefonata di Sam
https://www.youtube.com/watch?v=KTfNOkmU2OY
