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sabato 8 giugno 2019

American Pastoral, prima egregia prova da regista per Ewan McGregor




Ho un giudizio positivo da esprimere sul film del 2016 American Pastoral: una stupenda caratterizzazione dell’attore scozzese Ewan McGregor, qui anche alla sua prima, impeccabile prova come regista.
In un arco di tempo che va dall’inizio della seconda guerra mondiale ai giorni nostri si succedono gli eventi e le scelte, umane e personali, che caratterizzano l’esistenza del brillante Seymour Levov, sullo sfondo della cittadina di Newark, che rappresenta la tipica provincia statunitense.

Seymour è il classico ragazzo di successo a stelle e strisce: uomo di punta della squadra di football locale, soprannominato "lo svedese", egli è l'idolo delle ragazze ed un esempio per i ragazzi, che lo ammirano. Ma la sua vita, che si preannuncia così luminosa, prende tutta un’altra piega.
Levov sposa Dawn Dwyer la quale è, come è facile immaginare, la più bella ragazza di Newark, che si è distinta in un concorso come reginetta di bellezza; molto presto Seymour prende le redini dell'azienda paterna e sceglie di vivere in una lussuosa fattoria in campagna.

L'unica figlia della coppia, Merry, cresce amata e coccolata da ambedue, ma questo non impedisce che ella soffra di balbuzie, come effetto, dice la terapeuta, della competizione con la madre e di un amore morboso per il padre.
Crescendo Merry sviluppa, sempre di più, una personalità problematica ed insofferente verso la vita borghese familiare: si è a metà degli anni sessanta e la giovane figlia di Seymour Levov si unisce al movimento di protesta giovanile.
In quel clima così critico una bomba fa saltare in aria l'ufficio postale di Newark, uccidendo l'impiegato che vi lavora, ed i sospetti degli investigatori si concentrano subito su Merry. La ragazza, allora, scompare, lasciando i genitori nel dolore e nella costernazione.

Seymour non si arrende e continua a cercarla per tutti gli anni che seguono, mentre la madre, dopo un iniziale crollo nervoso che la costringerà in una clinica per malattie nervose, riemerge con la voglia di cambiare volto e vita. Questo la trasformerà in una donna vana, che frequenta intellettuali snob e che cerca avventure extraconiugali.
Levov, differentemente da sua moglie, che ha cancellato per sempre sua figlia e l’amarezza, alla fine riesce a ritrovare Merry, e la ritrova proprio a Newark. La ritrova, certo, ma profondamente mutata, nello spirito e nel corpo. Merry gli confessa che è stata davvero lei a mettere quella bomba all'ufficio postale, e poi ne ha messe altre, causando altri morti: ora non vuol più rientrare in famiglia, conducendo una vita misera e desolata, ai margini della società, certamente per punirsi di ciò che ha commesso.
Lo svedese non smetterò mai di amarla e continuerà a rimanere fuori dall'edificio in cui vive sua figlia, pur mantenendo fede fino all'ultimo alla promessa di non rivederla più. Tutto questo fino al giorno della sua morte, quando Merry viene a porgere a suo padre, Seymour, l'ultimo saluto.


Una parabola triste e drammatica questa, tratta da un bestseller scritto nel 1997 da Philip Roth.
Dentro questa vicenda c'è tutto un pezzo di Storia statunitense, che viene analizzato tramite la singola storia di Seymour Levov.
È una trama in cui chiunque abbia provato le disillusioni della giovinezza può riconoscersi: ciò che la vita può promettere - in piccolo, come in grande - e che poi non può mantenere.
Molti non sanno fino in fondo quanto quelli che sono ricordati spesso come i favolosi anni sessanta abbiano significato anche traumi profondi, ferite che non si sono rimarginate: non c'era solo il pacifismo, ma anche tanta violenza - dall'una e dall'altra parte – che caratterizzava gli sconvolgimenti sociali di quei tempi.
I giovani hanno sempre, in ogni epoca, subito la fascinazione delle idee estreme: molto spesso, però, queste idee si rifacevano a testi letti male o male interpretati, a volte anche coscientemente, con la volontà di qualcuno di rendere tutto più fumoso e incomprensibile, per poter manipolare la realtà.
Ad Ewan McGregor va il merito di essere riuscito a dipingere con maestria questo complesso affresco esistenziale: è un affresco in cui tutti possiamo, forse, riconoscerci ed in cui tutti possiamo, alla fine, esprimere la nostra personale considerazione, derivata dal confronto fra le vicende di Seymour e quelle che ci riguardano.
Il mondo sa illudere, sa dare e sa togliere, sa elargire qualche gioia illusoria e dei duraturi dispiaceri: si crede di decidere facendo il bene, o quello che è meglio, e si scopre, solo quando è troppo tardi, che si sono preferite, nostro malgrado, le opzioni sbagliate.
La parabola infelice di Seymour Levov è quella che può contraddistinguere chiunque riesca a provare impulsi, emozioni, affetti; è la realtà di chiunque riesca ad amare e a soffrire, facendosi coinvolgere dai propri sentimenti, fino in fondo, a qualunque prezzo.


Link al Trailer Ufficiale in Italiano del film



https://www.youtube.com/watch?v=ytH4GWtIT_Q





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