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lunedì 11 novembre 2019

Mr Holmes: uno Sherlock a riposo per Ian McKellen




Ciò che mi ha colpito particolarmente del film "Mr Holmes - il mistero del caso irrisolto", girato nel 2015 e diretto da Bill Condon, è che esso ha una trama molto semplice dal punto di vista strettamente investigativo, ma più interessante e complesso dal punto di vista umano.


Sherlock Holmes, per chi non lo sapesse, è un personaggio letterario creato da Sir Arthur Conan Doyle alla fine del XIX secolo. Il primo romanzo importante che lo vede protagonista è del 1887, ed è intitolato "A Study in Scarlet". Sherlock Holmes è la prima figura importante di investigatore privato nella storia della Letteratura. Si possono trovare libri che sono incentrati sulla crime story più antichi, addirittura nella cultura cinese di secoli fa, e perfino dopo, in varie nazioni. Tuttavia si deve ad Edgar Allan Poe la creazione del genere giallo propriamente detto, con il suo racconto "The Murders in the Rue Morgue". Sherlock Holmes, tuttavia, ebbe il merito di divenire popolare e molto letto ed apprezzato dal pubblico, tanto da avere un successo che andava al di là dei confini della Gran Bretagna. Egli diede, poi, lo spunto a tutti gli altri romanzieri che vollero cimentarsi col giallo, e che vennero dopo di lui.
Sherlock Holmes è un detective anche troppo meticoloso, molto intelligente e con una profonda cultura. Dotato di una incredibile capacità di osservazione e deduzione Holmes segue con attenzione gli indizi e spesso, oltre a quelli che gli si presentano personalmente, risolve i misteri messi da parte dalla polizia come "irrisolti". “Holmes trascorre le sue giornate studiando i crimini passati e facendo esperimenti di chimica, arricchendo le sue potenti capacità mentali”, sono le parole che riporta il Dr. Watson nel racconto "A Scandal in Bohemia". Questo perché è il Dottor Watson, il collaboratore ed amico di Sherlock Holmes, la voce narrante di tutti i suoi casi. L'incontro di Sherlock Holmes con il Dr. Watson ebbe luogo nel primo libro "A Study in Scarlet". In quella occasione il Dr. Watson era giunto a Londra per riprendersi da un incidente di guerra. Da quel momento in poi i due iniziarono a vivere, come coinquilini, nel celebre appartamento situato a Londra, al 221b di Baker Street. Proprio il 221b di Baker Street, l’indirizzo immaginario del domicilio di Sherlock Holmes, oggi ospita lo Sherlock Holmes Museum, che attira visitatori da tutto il mondo.

Fra le storie più note del detective inglese: A Study in Scarlet, The Sign of the Four, The Hound of the Baskervilles, The Valley of Fear.
Parlando di Sherlock Holmes è importante dire che non ci sono stati solo i romanzi originali di Sir Arthur Conan Doyle, ma anche altre storie create intorno alla sua figura: si parla, in altri termini, di ispirazione di altri autori che si sono basati sul personaggio di Sherlock Holmes. Di conseguenza vi sono state molte riduzioni teatrali e cinematografiche delle sue storie.
In questo caso particolare la sceneggiatura si rifà ad un libro di Mitch Cullin: "A slight trick of the mind".

"Mr Holmes - il mistero del caso irrisolto" ci presenta un Holmes, ormai novantenne, ritiratosi dalla professione, che vive in una casa di campagna, nel Sussex. Lo accudiscono la governante, Ms Munro, e suo figlio.
L'anziano detective si dedica all'apicoltura, nella speranza che la pappa reale prodotta dagli insetti serva a fargli recuperare un po' della memoria che sta perdendo, a causa della senilità.
Il motivo è che vi è un caso, l'ultimo di cui si è occupato, che ritiene irrisolto, ed il finale, studiato da Watson per il racconto dato alle stampe, non lo soddisfa.
Un flashback ci riporta indietro di molti anni, a Londra, al 221b di Baker Street. Holmes è, in quell'epoca, il detective più noto nel Regno Unito: questo grazie ai molti misfatti, all'apparenza imponderabili, da lui risolti nel corso di decenni, ed anche grazie al dottor Watson, che nei suoi diari ha reso questi accadimenti di dominio pubblico. Qui egli riceve, un giorno, la visita di Sir Thomas Kelmot, il quale ha una preoccupazione che lo assilla: sua moglie Ann, secondo lui, frequenta una donna poco raccomandabile, la quale la sta plagiando e truffando. Holmes si mette dunque sulle tracce di questa donna e di Lady Kelmot. Egli scopre, così, che non è questa fantomatica ciarlatana il problema, e neppure la credulità di Lady Ann, dovuta ad un suo momento di particolare fragilità: i problemi sono il rapporto di coppia fra il Signore e la Signora Kelmot e la sensibilità estrema di quest'ultima. A questa indagine se ne affianca un'altra, legata alla scomparsa di un funzionario giapponese, giunto in Inghilterra durante la guerra, e di cui, da allora, non si sa più nulla. Questi due casi si intrecciano, nel ricordo ormai annebbiato di Holmes; tuttavia nessuno di questi due casi ha una valenza profonda da una prospettiva criminologica, data la loro intrinseca linearità: ciononostante queste storie hanno un valore umano ed anche sentimentale per il protagonista. La difficoltà maggiore, questo va sottolineato, sta proprio nel fatto che Holmes, ormai anziano, ha dimenticato tutto, o quasi tutto. Senza voler anticipare nulla, diciamo solo che, grazie ai suoi appunti, e a un viaggio fatto con la memoria a ritroso nel tempo, Holmes riuscirà a venire a capo di entrambi i casi. Ma uno in particolare, il primo, gli costerà un grande dolore.


Perché questo film di Sherlock Holmes in particolare e non altri? Intanto per l'ambientazione, divisa fra gli sfondi di una Inghilterra ancora fortemente Vittoriana ed una nazione che vive, dolorosamente, anche se sotto traccia, un periodo post bellico. A questo proposito va ricordata una scena in cui Holmes visita, col figlio del funzionario giapponese scomparso, le rovine di Hiroshima, distrutta dalla bomba atomica. Tutte queste date coincidono perfettamente con l'età romanzesca che Conan Doyle ha attribuito al suo personaggio: nell'ultimo racconto, intitolato appunto "L'ultimo saluto", del 1914, l'autore specifica che Holmes ha circa 60 anni. Calcolando che egli visiti Hiroshima almeno due anni dopo la tragedia nucleare risulta che ne abbia circa 93: esattamente l'età attribuita all'investigatore nel film. Fra gli interpreti spicca su tutti la figura di Ian McKellen. 

Tralasciando il fatto che sia ricordato da tutti come il mago Gandalf nella famosa trilogia de "Il Signore degli Anelli", Ian McKellen è, anche e soprattutto, un grande attore shakespeariano, un acclamato e serio professionista con un talento immenso che ha calcato le scene dei maggiori teatri internazionali. Sherlock Holmes anziano, interpretato da McKellen, fa in modo che questa figura mitica acquisisca un valore aggiunto. È uno Sherlock Holmes che, volutamente, si discosta dalla iconografia classica: egli veste abitualmente in nero e col cilindro, invece che col solito berretto e mantella, e fuma sigari invece della pipa. Accanto a lui, assolutamente non meno bravi, Laura Linney, nel ruolo della governante, Ms Munro, e suo figlio, Roger, interpretato da Milo Parker.  Per Roger, che ha perso il padre in guerra, Holmes rappresenta una figura maschile di riferimento: egli è, insieme, padre e nonno ed assume un ruolo di guida per il ragazzo, qualcuno che può ampliare i suoi orizzonti che minacciano di essere limitati. Di conseguenza si ribella alla madre, che non vede di buon occhio questo cambiamento ed Holmes che lo sta provocando. Vi è, infatti, una scena nella quale il bambino dice alla madre, che vuole portarlo con sé a lavorare in un albergo, di non voler fare lo sguattero tutta la vita, come vorrebbe lei. L’intenzione del giovanissimo Roger è, invece, quella di studiare, di migliorare, di acculturarsi; per questo legge i libri di Holmes, si interessa di apicoltura e svolge un ruolo prezioso per Holmes, all’interno dell’indagine. 
Le api. 
Le api svolgono un ruolo centrale nel film: si può dire che tutto gira intorno a loro. Quando Holmes e la Signora Munro scoprono il corpo di Roger che giace al suolo, privo di sensi, coi segni evidenti di punture di insetti, la donna dà la colpa alle api. Holmes scopre, però, che a pungere Roger sono state le vespe, convincendola, in tal modo, della sua buona fede e della non nocività delle api. Per di più decide di nominare, nel suo testamento, la Signora Munro e Roger eredi del suo cottage, per farsi perdonare i tanti sbagli commessi. Alla fine di tutto Holmes ringrazierà Roger e la donna, per essergli stati vicino ed essergli stati di supporto.
Una curiosità: all’interno del film c’è una scena in cui Holmes guarda una avventura che riguarda se stesso al Cinema. Ebbene l’attore che lo interpreta sul grande schermo è Nicholas Rowe, lo stesso che interpretava Holmes da giovane nel film del 1985 Young Sherlock Homes, diretto da Barry Levinson.






Mr Holmes – Trailer ITA



domenica 6 ottobre 2019

El secreto de sus ojos: un libro e un film intensi che sanno parlare al cuore


La sera che scelsi di guardare El secreto de sus ojos (Il segreto dei suoi occhi) ne restai profondamente colpito. Mi restò impresso per la sua tematica: una tematica difficile, per certi versi ardua da trattare. Si parlava di una violenza carnale sfociata in omicidio, sullo sfondo del colpo di stato in Argentina. Da questo punto di vista il film differisce molto dal libro, perché l'epoca in cui è stato collocato il romanzo è di qualche decennio prima rispetto al film. Eppure la scelta di ambientare la storia ai tempi del golpe (un pezzo tragico, scuro della storia argentina) è servito ad accentuare le note drammatiche nel film. Il libro, così, risulta molto più intimistico e concentrato sul dolore dei personaggi. La violenza è comune ad entrambi, ma è una violenza che nelle pagine è quasi silenziosa, mentre nel film esplode, visibile e forte.


Benjamin Esposito (interpretato  da Ricardo Darin), che nel libro ha il nome di Benjamin Chaparro, si lascia alle spalle la sua vita passata di funzionario nel Tribunale Penale della capitale. Ora, avendo tempo a disposizione, decide di scrivere un romanzo che fa riferimento ad un caso di 25 anni prima, in cui lui aveva svolto un ruolo importante a livello investigativo: nonostante lo avesse risolto, però, non c’era stata la conclusione che tutti si sarebbero aspettati.
A Buenos Aires, nel 1973, una giovane donna sposata, Liliana Morales Colotto, venne barbaramente stuprata ed uccisa. 


Benjamin ed il suo collega, Pablo Sandoval, furono incaricati della risoluzione del delitto. Il magistrato a cui Benjamin faceva riferimento, in quella occasione, era una donna che lo aveva attratto profondamente, Irene Menéndez Hastings (interpretata da Soledad Villamil).
Benjamin rammenta come il marito della vittima, Ricardo Morales, fosse ossessionato, ogni giorno, dal pensiero della perdita di colei che era tutto per lui e dal desiderio di trovare chi l’aveva strappata al suo amore.
Così, fortemente motivati, Benjamin e Sandoval, grazie al loro lavoro paziente, riuscirono a risalire all’assassino di Liliana Morales: esso fu individuato in un giovane dalla psiche contorta, Isidoro Gomez, che aveva sviluppato una insana e morbosa passione per Liliana.
Dopo un inseguimento rocambolesco durante una partita di calcio, in un grande stadio affollato, Gomez, venne, infine arrestato.
Grazie ad uno stratagemma di Irene, il magistrato incaricato, Gomez fu costretto a confessare sia lo stupro che il crudele omicidio.
Ma gli eventi precipitarono. L’Argentina venne sconvolta da un colpo di stato ed anche l’indagine ne subì l’influsso: una indagine che, tuttavia, era già incerta a motivo dell’accidia e della infingardaggine degli altri funzionari, sia della polizia che del tribunale. Sandoval, l’amico e collega di Benjamin, contrario al regime di Videla, venne trovato ucciso dai sicari dei dittatori argentini. Gomez, l’assassino spietato, fu arruolato proprio nelle forze speciali incaricate dallo stato di reprimere coloro che si opponevano al nuovo ordine militare: Isidoro, con la sua tempra, sembrava proprio adatto a ricoprire l’incarico di torturatore e boia.


Nonostante tutto, questo non fermò Ricardo Morales, che viveva ancora nel ricordo della moglie morta, dalla sua ricerca del meritato castigo per colui che aveva distrutto per sempre la sua vita.

Allo stesso modo, durante tutti i 25 anni trascorsi, Esposito è sempre stato assillato dal ricordo di questa indagine; lo è stato non solo per il suo senso di giustizia inappagato, ma anche per quell’amore, mai confessato, per Irene. Quella morte disumana, che non ha trovato una risoluzione, è anche la sua personale ossessione; ossessione a cui associa il tormento di un sentimento egualmente irrisolto. E la speranza di esorcizzare le sue paure scrivendo non può approdare a nulla senza una catarsi che lui deve affrontare.
Non vorrei mai rovinare ai miei lettori l’imprevisto legato al finale, sia del libro che del film; scoprirete, tuttavia, che il romanzo e il film differiscono molto da questo punto di vista.
Vi dico solo che questo romanzo che vuol scrivere sarà, per Benjamin, l’occasione di confrontarsi con se stesso: con i suoi timori, con i suoi incubi del passato e con i suoi sentimenti per Irene.


L'interpretazione di tutti gli attori argentini è superba. Fra questi ci sono da 
segnalare i due protagonisti Ricardo Darin e Soledad Villamil. Trovo da sempre favoloso Ricardo Darin - uno degli attori più celebrati in Argentina ed in Sudamerica - e non solo in questo lavoro: Darin ha un volto drammatico, appassionato, incisivo; il suo modo di recitare è pieno di sensibilità e la sua interpretazione è intensa; il suo volto sa rimandare in maniera precisa i sentimenti che il personaggio vive. La sua partner, Soledad Villamil, non è solo una attrice: è anche una cantante di successo in Argentina, una performer famosa. Fra i due interpreti si crea una alchimia perfetta che ci dà la cifra di quanto sia bello e ben fatto questo film.
Anche la fotografia gioca un ruolo importante, con le sue tonalità aspre, prediligendo le ombre e i contrasti luce-buio: è una fotografia che si accoppia alla ambientazione, con questa oscurità che restituisce il senso della cupezza di questa storia.
Come ho già detto il finale, unitamente ad altri dettagli dissimili, fa di questo film qualcosa di diverso, con più emozioni.
Certo è un film tipicamente argentino. Ma io direi, addirittura, tipicamente sudamericano, grazie anche alla produzione Ispano-Argentina; grazie al linguaggio usato, pressoché privo di tutti quegli idiomi di cui invece il libro è ricco.
El secreto de sus ojos sa avvincere lo spettatore, colui che riesce a capirne la bellezza. Una bellezza dolorosa. Una bellezza che ti lascia dentro tanto amaro: un amaro che, in ogni caso, lascia spazio alla speranza, perché la speranza può nascere dalla sofferenza, aiutandoti a risollevarti dai momenti tragici.
C'è, ovviamente, anche la tematica della vendetta. Purtuttavia è una vendetta che non è barbara rivalsa, ma che nasce dal dolore e dal sentimento di giustizia. Alla fine è una vendetta che non appaga nessuno, neanche chi sceglie di compierla.

Il romanzo di Eduardo Sacheri, La pregunta de sus ojos, è senz’altro da leggere, pieno di significato e di sentimento. La sceneggiatura, tratta dal libro, si avvale proprio della collaborazione di Sacheri, che ne ha garantito la validità.
Credo che, per chi vuol confrontare le emozioni vissute dalla lettura del libro con il cinema, allora El secreto de sus ojos, diretto nel 2009 da Juan Josè Campanella, e vincitore dell’Oscar nel 2010 come miglior film straniero, sia l’unico film da vedere.



IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI, Trailer ufficiale Ita.

https://www.youtube.com/watch?v=hIG_vj_J4Tg



IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI - Film completo in lingua originale

https://www.youtube.com/watch?v=6p_-nI2tbgg


(Tutti i diritti di ogni disegno sul blog appartengono all'autore)

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