La sera che scelsi di guardare El secreto de sus ojos (Il segreto dei suoi occhi) ne restai profondamente colpito. Mi restò impresso per la sua tematica: una tematica difficile, per certi versi ardua da trattare. Si parlava di una violenza carnale sfociata in omicidio, sullo sfondo del colpo di stato in Argentina. Da questo punto di vista il film differisce molto dal libro, perché l'epoca in cui è stato collocato il romanzo è di qualche decennio prima rispetto al film. Eppure la scelta di ambientare la storia ai tempi del golpe (un pezzo tragico, scuro della storia argentina) è servito ad accentuare le note drammatiche nel film. Il libro, così, risulta molto più intimistico e concentrato sul dolore dei personaggi. La violenza è comune ad entrambi, ma è una violenza che nelle pagine è quasi silenziosa, mentre nel film esplode, visibile e forte.
Benjamin
Esposito (interpretato da Ricardo Darin),
che nel libro ha il nome di Benjamin Chaparro, si lascia alle spalle la sua
vita passata di funzionario nel Tribunale Penale della capitale. Ora,
avendo tempo a disposizione, decide di scrivere un romanzo che fa riferimento
ad un caso di 25 anni prima, in cui lui aveva svolto un ruolo importante a
livello investigativo: nonostante lo avesse risolto, però, non c’era stata la
conclusione che tutti si sarebbero aspettati.
A Buenos
Aires, nel 1973, una giovane donna sposata, Liliana Morales Colotto, venne barbaramente
stuprata ed uccisa.
Benjamin ed il suo collega, Pablo Sandoval, furono incaricati della risoluzione del delitto. Il magistrato a cui Benjamin faceva
riferimento, in quella occasione, era una donna che lo aveva attratto
profondamente, Irene Menéndez Hastings (interpretata da Soledad Villamil).
Benjamin rammenta come il marito della
vittima, Ricardo Morales, fosse ossessionato, ogni giorno, dal pensiero della
perdita di colei che era tutto per lui e dal desiderio di trovare chi l’aveva
strappata al suo amore.
Così, fortemente motivati, Benjamin
e Sandoval, grazie al loro lavoro paziente, riuscirono a risalire all’assassino
di Liliana Morales: esso fu individuato in un giovane dalla psiche contorta,
Isidoro Gomez, che aveva sviluppato una insana e morbosa passione per Liliana.
Dopo un inseguimento rocambolesco durante
una partita di calcio, in un grande stadio affollato, Gomez, venne, infine
arrestato.
Grazie ad uno stratagemma di Irene, il
magistrato incaricato, Gomez fu costretto a confessare sia lo stupro che il crudele
omicidio.
Ma gli eventi precipitarono. L’Argentina venne sconvolta da un colpo di stato ed anche l’indagine ne subì l’influsso: una
indagine che, tuttavia, era già incerta a motivo dell’accidia e della infingardaggine
degli altri funzionari, sia della polizia che del tribunale. Sandoval, l’amico
e collega di Benjamin, contrario al regime di Videla, venne trovato ucciso dai sicari
dei dittatori argentini. Gomez, l’assassino spietato, fu arruolato proprio
nelle forze speciali incaricate dallo stato di reprimere coloro che si
opponevano al nuovo ordine militare: Isidoro, con la sua tempra, sembrava proprio
adatto a ricoprire l’incarico di torturatore e boia.
Nonostante tutto, questo non fermò Ricardo Morales, che viveva ancora nel ricordo della moglie morta, dalla sua
ricerca del meritato castigo per colui che aveva distrutto per sempre la sua
vita.
Allo stesso modo, durante tutti i 25 anni
trascorsi, Esposito è sempre stato assillato dal ricordo di questa indagine; lo
è stato non solo per il suo senso di giustizia inappagato, ma anche per
quell’amore, mai confessato, per Irene. Quella morte disumana, che non ha
trovato una risoluzione, è anche la sua
personale ossessione; ossessione a cui associa il tormento di un sentimento
egualmente irrisolto. E la speranza di esorcizzare le sue paure scrivendo non
può approdare a nulla senza una catarsi che lui deve affrontare.
Non vorrei mai rovinare ai miei lettori
l’imprevisto legato al finale, sia del libro che del film; scoprirete,
tuttavia, che il romanzo e il film differiscono molto da questo punto di vista.
Vi dico solo che questo romanzo che vuol
scrivere sarà, per Benjamin, l’occasione di confrontarsi con se stesso: con i
suoi timori, con i suoi incubi del passato e con i suoi sentimenti per Irene.
L'interpretazione di tutti gli attori
argentini è superba. Fra questi ci sono da
segnalare i due protagonisti Ricardo
Darin e Soledad Villamil. Trovo da sempre favoloso Ricardo Darin - uno degli
attori più celebrati in Argentina ed in Sudamerica - e non solo in questo
lavoro: Darin ha un volto drammatico, appassionato, incisivo; il suo modo di
recitare è pieno di sensibilità e la sua interpretazione è intensa; il suo
volto sa rimandare in maniera precisa i sentimenti che il personaggio vive. La
sua partner, Soledad Villamil, non è solo una attrice: è anche una cantante di
successo in Argentina, una performer famosa. Fra i due interpreti si crea una alchimia
perfetta che ci dà la cifra di quanto sia bello e ben fatto questo film.
Anche la fotografia gioca un ruolo
importante, con le sue tonalità aspre, prediligendo le ombre e i contrasti
luce-buio: è una fotografia che si accoppia alla ambientazione, con questa
oscurità che restituisce il senso della cupezza di questa storia.
Come ho già detto il finale, unitamente ad
altri dettagli dissimili, fa di questo film qualcosa di diverso, con più emozioni.
Certo è un film tipicamente argentino. Ma
io direi, addirittura, tipicamente sudamericano, grazie anche alla produzione Ispano-Argentina;
grazie al linguaggio usato, pressoché privo di tutti quegli idiomi di cui
invece il libro è ricco.
El secreto de sus ojos sa avvincere lo spettatore, colui che riesce a capirne la bellezza. Una bellezza dolorosa.
Una bellezza che ti lascia dentro tanto amaro: un amaro che, in ogni caso,
lascia spazio alla speranza, perché la speranza può nascere dalla sofferenza,
aiutandoti a risollevarti dai momenti tragici.
C'è, ovviamente, anche la tematica della
vendetta. Purtuttavia è una vendetta che non è barbara rivalsa, ma che nasce
dal dolore e dal sentimento di giustizia. Alla fine è una vendetta che non
appaga nessuno, neanche chi sceglie di compierla.
Il romanzo di Eduardo Sacheri, La pregunta de sus ojos, è senz’altro da
leggere, pieno di significato e di sentimento. La sceneggiatura, tratta dal
libro, si avvale proprio della collaborazione di Sacheri, che ne ha garantito
la validità.
Credo che, per chi vuol confrontare le emozioni
vissute dalla lettura del libro con il cinema, allora El secreto de sus ojos,
diretto nel 2009 da Juan Josè Campanella, e vincitore dell’Oscar nel 2010 come
miglior film straniero, sia l’unico film da vedere.
IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI, Trailer ufficiale Ita.
https://www.youtube.com/watch?v=hIG_vj_J4Tg
IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI - Film completo in lingua originale
https://www.youtube.com/watch?v=6p_-nI2tbgg
IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI - Film completo in lingua originale
https://www.youtube.com/watch?v=6p_-nI2tbgg
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Interessante storia che potrebbe stimolare una certa introspezione nel lettore/spettatore.
RispondiEliminaPer questo consiglio sempre di leggere sia il libro che il film. Non a caso il blog si chiama "Leggo il Cinema". Tu hai saputo cogliere questo aspetto: per la profondità dei presupposti e per le tematiche che sceglie di trattare questa non è una semplice Crime Story. Vi sono aspetti umani, sentimentali e politici che vanno considerati. Grazie del bel commento :)
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