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sabato 27 aprile 2019

“In guerra per amore”, una storia tenera e soave, ma anche malinconica e profonda




Ieri sera ho gustato davvero il film “In guerra per amore”, dell’attore e regista palermitano Pierfrancesco Diliberto, conosciuto col nome d’arte di Pif. L’ho trovato un film piacevole, divertente, anche se con una vena di amarezza, che contraddistingue da sempre l’autore come colore stilistico come anche per le tematiche che tratta.
Il fatto di cui si parla ha luogo nel 1943, e si dipana fra la Sicilia e gli Stati Uniti.
Arturo Giammarresi ama, ricambiato, Flora Guarneri, ma c’è un grosso problema: lui è un semplice cameriere siciliano immigrato, che presta servizio in un ristorante di New York, mentre lei è la nipote del proprietario, che l’ha promessa in moglie al figlio di un boss mafioso.
Per cercare di risolvere questa situazione, che appare senza speranza, Arturo prende una decisione che suona importante, quasi quanto impossibile da realizzare: tornerà in Sicilia ed andrà a Crisafulli, il paese dove si trova il padre di Flora, per chiedere la sua mano.
Questa sua iniziativa sembra destinata a fallire, se non che, per un puro caso, Arturo viene arruolato nell’esercito degli Stati Uniti per fare da tramite fra la popolazione locale ed i soldati statunitensi.
Giunto in Sicilia Arturo e l’ufficiale a cui lui viene affidato, il tenente Salvatore Catelli, si scontrano subito con la realtà paradossale di quei luoghi, difficile da spiegare a chi non ci è mai vissuto, e che perfino Arturo guarda con occhi diversi, data la sua bontà e la sua lunga permanenza in America.
Arturo non lo sa, ma il tenente Catelli è stato mandato come agente speciale dai Servizi Segreti americani per liberare tutti i mafiosi prigionieri, affinché aiutino lo sbarco degli alleati: questo piano è stato voluto proprio dall’alto comando USA che, per attuare la liberazione di tutta la nazione approdando sulle coste sicule, ha chiesto la collaborazione del boss detenuto Lucky Luciano.
Non appena il tenente Catelli si rende conto, però, della infamia di questa operazione si ribella e scrive una lettera al Presidente Roosevelt, informandolo dei loschi traffici dei mafiosi sull’isola, a cui lui non sente di dare il suo avallo.
Disgraziatamente il tenente Catelli viene ucciso proprio dai mandanti del boss locale che lo scambiano per Arturo, di cui la mafia di New York ha decretato la morte per non lasciargli sposare Flora.
Arturo, tuttavia, riesce a strappare il consenso al padre di Flora e a tornare in America, recando con sé la lettera del tenente Catelli diretta al Presidente Roosevelt, che lui vorrebbe consegnare di persona: egli, infatti, si sente, ora, in dovere di farlo per un senso di lealtà verso il tenente che stimava tanto e di cui ha, infine, capito le intenzioni, condividendole in pieno: potrà, però, solo consegnarla al posto di guardia, perché gli sarà proibito entrare. Arturo aspetterà invano che il Presidente lo riceva, con accanto la sua Flora, seduto fuori dai cancelli della Casa Bianca.
Pif si è davvero documentato in maniera approfondita per scrivere questo film, sia per i costumi, fedelissimi, che per l’ambientazione; inoltre la struttura della vicenda fa capo a veri documenti, redatti da ufficiali statunitensi di stanza in Sicilia, in quell’epoca: queste carte evidenziavano quanto grave fosse lo strapotere mafioso e quanto agli alleati spettasse non solo “liberare per portare la democrazia”, ma anche, e soprattutto, creare un nuovo ordine che non prevedesse “cosa nostra” a governare.
Come per il suo film precedente, “La mafia uccide solo d’estate”, e per la serie televisiva ad esso legata, i due protagonisti si chiamano Arturo Giammarresi e Flora Guarneri, come se tutto il racconto sia legato al precedente da un filo ideale e umano.
Ho già detto che ho gustato questo film per il suo tono narrativo, per la sua leggerezza, nonostante il serio argomento sviluppato; l’ho gustato per la qualità delle immagini e per la scelta degli interpreti, fra i quali ho apprezzato tantissimo la presenza del mio carissimo amico Craig Peritz, attore e regista proveniente dalla scuola del Living Theatre, che in questa vicenda ha un ruolo cameo, come ufficiale che esegue gli ordini diretti del Generale Patton e che spedisce Arturo a Crisafulli.
Qui trovate il link al trailer ufficiale del film.




(Tutti i diritti delle immagini sono di proprietà dell’autore)


2 commenti:

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